SIAMO “Ai confini della realtà”
di Elena Vada _______
SIAMO QUI:
«C’è una quinta dimensione oltre a quelle che l’uomo già conosce; è senza limiti come l’infinito e senza tempo come l’eternità; è la regione intermedia tra la luce e l’oscurità, tra la scienza e la superstizione, tra l’oscuro baratro dell’ignoto e le vette luminose del sapere: …….., è
una regione che potrebbe trovarsi “Ai confini della realtà“.» (incipit del serial TV (RAI 1963).
Avrò scritto trenta pezzi da mandarvi, ma, rileggendoli il giorno dopo, mi parevano superati ed obsoleti.
Erano solo l’ennesima versione degli stessi temi dibattuti, in decine di trasmissioni e quotidiani:
… e vogliamo parlare di Fedez-Ferragni, della principessa Catherine d’Inghilterra, della Schlain in che mastica chewingum durante le interviste, delle ingiustizie sociali e della sanità, dello spropositato aumento dei generi alimentari o… delle guerre….
Delle borseggiatrici rom
Del 25 aprile, Meloni, anti-fascismo e Bella Ciao ad oltranza.Voti comprati, voti venduti.
Delle manganellate agli studenti.
Della nuova soubrette che si presenta alle elezioni: il “Generale Vannacci”
Vogliamo parlare delle sfilate di moda con troppa “carne” in bella vista e dell’ex ministro alla cultura, Giovanna Melandri (PD) Presidente del paradiso della moda di lusso Kering: Saint Laurent, Gucci, Boucheron, eccetera…
Di coloro che rivorrebbero il Reddito di Cittadinanza, nonostante la giovane età.
Dello scudetto dell’Inter…
Di chi sarà il prossimo organizzatore e conduttore del Festival di Sanremo.
Tutti argomenti interessanti di cui ho discusso con le signore delle panchine e con i ragazzi del bar dello sport, perché mi piace parlare, confrontarmi con la persone e capire i sentimenti della gente, del popolo.
Tra tutti questi interessanti assunti, ne ho preso a cuore uno solo: disforia di genere.
Trovo assurdo che un adolescente, con il bene placido dei genitori e della organizzazioni adibite allo scopo e con farmaci (più o meno sicuri) decidano il loro futuro sessuale, da minorenni.
Ma, non desidero parlare a vanvera. A queso proposito vi invio una mia foto (allegata) di quando avevo 11/12 anni. Mi facevo chiamare Mario, giocavo con i ragazzini (i loro giochi eramo molto più divertenti delle bambole) ed ero un vero “maschiaccio”.
Disforia di genere? In quel momento era gradevole sentirmi così.
Fosse successo oggi, mi mandavano in cura?
Tutto è passato, cambiato, l’anno seguente e successivi, con l’arrivo di una nuova maturità e consapevolezza.
La pubertà è un passaggio difficile, non ve lo insegno io.
Cari amici di Leccecronaca.it, siamo in un marasma. La luce, al fondo al tunnel, però c’è.
Abbiate fiducia in ciò che credete e VOTATE.
Leggete la premessa, (quelli della mia età ricorderanno i telefilm che andavamo in onda alle 23.00, solo d’estate), perché a volte, in questa nostra amata Italia, pare davvero di stare: “Ai confini con la realtà”.
Category: Costume e società
Articolo molto intetesdante.
Cara Elena,
tutti argomenti che abbiamo coperto in redazione, in questa redazione di anarchici individualisti di cui tu sei la più di tutti…
Tranne la Melandri, sulla quale abbiamo preferito stendere quel pietoso velo.
Consentimi di tentare fare il direttore anche se non riesco a dirigere nemmeno me stesso e di affidarti le Olimpiadi. Raccontaci con la cadenza che vorrai storie di sport e di vita, filtrate dalla tua sensibilità e disegnate col tuo stile.
Grazie
Lo so che sono argomenti da voi egregiamente trattati. Infatti non mi sono permessa di interloquire in merito. A volte raccolgo divertenti e popolari commenti. La gente parla, chiacchiera. Il mio è sempre un punto di vista… ironico. Credo ci sia, comunque, libertà d’espressione. Ho citato la disforia di genere “senza malizia”. Spero di non avere urtato nessuna suscettibilità. MI SPIACEREBBE!!!
Ok! Sei sempre FORTE
Giusto