“La mia cucina fusion” / GUSTO GIUSTO EQUIPE PROPONE: “QUADROTTI CROCCANTI”
QUADROTTI CROCCANTI con cavolo nero e borlotti (per 4 persone)______
200 g di farina gialla – 200 g di borlotti freschi – 300 g di cavolo nero (o violetto)– 5 C dolio d’oliva extravergine – olio di semi per friggere (personalmente preferisco quello di arachidi) – sale e pepe q.b.
(è buonissimo anche con i ceci nella stessa quantità dei fagioli)______
Lavate accuratamente e tagliate a striscioline sottili il cavolo nero (o violetto).
In una casseruola capiente lessate i fagioli borlotti in abbondante acqua salata per 10 minuti, In una padella scaldate l’olio d’oliva, versatevi il cavolo tagliato, aggiungete i fagioli e lasciate cuocere per altri 40 minuti.
Versate a poggia la farina gialla, mescolando continuamente con una frusta o un Cucchiaio di legno, facendo attenzione che non si formino grumi. Aggiustate d pepe e continuate la cottura per circa 1 ora.
Una volta cotta, togliete la pentola dal fuoco e lasciatela raffreddare stendendola su una teglia piuttosto ampia. Quando la polenta sarà fredda tagliatela a cubetti e friggetela in abbondante olio bollente, quindi servitela ben calda______
Consigli (suggerimenti) della chef : ogni tanto possiamo fare qualche trasgressione? Ma, si. Ad esempio per cuocere cavolo e fagioli io adopero la pentola a pressione, dimezzando i tempi di cottura.
Potete scegliere una polenta precotta da aggiungere al composto.
Se siete proprio di corsa, ci sono barattoli di fagioli o ceci di ottima qualità (leggete sempre le etichette per accertarvi che non ci siamo composti chimici), li potete trovare nei negozi BIO, ma anche nei grandi supermercati.
BUON APPETITO!… alla prossima
GUSTO GIUSTO equipe
Il cavolo nero (ma può essere anche violetto) è una varietà di cavolo tipicamente italiana e più precisamente della Toscana. Oltre ad essere molto buono, il cavolo nero (e tutti i cavoli in genere) è una fonte inesauribile di benessere, ha infatti molte proprietà antiossidanti ed è ricco di sali minerali e vitamine.
CURIOSITÀ: CAVOLO E VITE NON SONO AMICI
Lo sostenevano già Plinio e Teofrasto: se si pianta una vite vicino ad una vite, le radici di questa, si allontanano da quelle del cavolo. I Romani, infatti,erano soliti mangiarlo crudo, prima dei banchetti per aiutare l’organismo ad assorbire meglio l’alcool. Ancora oggi, in alcuni paesi dellEuropa dell’EST, se ne mangiano le foglie crude, dopo aver esagerato con la Vodka.
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