LA FIGLIA DI CHE GUEVARA A MELPIGNANO…viene a darci lezioni di libertà.
(g.m.)____La figlia di Ernesto Guevara de la Serna, il giovane borghese di origine spagnola che si diede alla guerriglia, amico e socio di Fidel Castro andrà a Melpignano, invitata dall’amministrazione comunale.
Tema dell’incontro sarà la libertà, saremmo curiosi di sapere di quale libertà si tratterà, considerato che lo Stato che Che Guevara contribuì a costruire a Cuba è notoriamente uno stato che limita, e non poco la liberta dei suoi cittadini. Non vi è libertà di stampa, di parola e persino di spostamento, libertà individuali sono inesistenti, la tortura viene utilizzata normalmente, per non parlare della situazione economica, la miseria è talmente diffusa che la prostituzione, anche minorile, che la prostituzione risulta essere una delle maggiori entrate del paese. Pare che l’unica liberta concessa ai cubani e quella di ballare e di prostituirsi. Infatti Cuba è uno dei paesi più visitati da coloro che fanno del turismo sessuale, con la compiacenza dello stato e sotto lo sguardo vigile della polizia cubana.
Anche nel Salento sono in tanti ad aver sperimentato la facilità con la quale le ragazzine cubane in cambio di un paio di calze o di un aperitivo si fanno portare a letto.
Queste cose sono note, ma in tanti fanno finta di non saperlo, anzi la disponibilità delle donne cubane vien fatta passare come frutto della libertà che ci sarebbe nel paese di Castro.
Ma si sa i comunisti italiani sono dei contorsionisti del pensiero e della logica.
Chissà se qualche giornalista nostrano porrà qualche domanda scomoda, alla figlia del combattente anticapitalista tanto osannato in occidente e glorificato con gadget e magliette che riproducono il suo profilo.
Chissà se gli verrà chiesto se nel paradiso comunista cubano lei fa la fame come tanti suoi concittadini o se invece gode dei privilegi riservata alla casta comunista, che vive nel lusso. La signora Guevara fa la bella vita come tanti coministi delle notre parti, e poi di tanto in tanto se ne va in giro per il mondo a fare la buonista e dare lezioni sulla libertà, quella libertà che nel suo paese i cittadini cubani attendono da decenni e di cui non godono a causa del regime comunista voluto da suo padre.
Giustamente durante la manifestazione di Melpignano proiettano film e leggono favole scritte dai compagni del Che, perchè se dovessero raccontare la storia di Che Guevara e del comunismo sarebbero pagine piene di sangue e di atti terroristici e di torture inenarrabili.
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Ed ora ecco il comunicato stampa che come sempre volentieri pubblichiamo.
Sabato 14 marzo, alle ore 18.00, a Melpignano (Le) la Casa del Turista – Ex tabacchificio (Via Roma 8 – ingresso gratuito), ospiterà Aleida Guevara, la figlia del Che, protagonista dell’incontro “Il sapore della libertà” organizzato e promosso dall’Amministrazione Comunale e la casa editrice Kurumuny. Interverranno il sindaco di Melpignano, Ivan Stomeo e Dario Quarta, giornalista di «qui Salento» e «Gazzetta del Mezzogiorno». L’evento è finalizzato a sostenere i diversi progetti di beneficenza per la lotta alla malnutrizione nel Terzo Mondo, in cui la Guevara è impegnata.
La serata sarà aperta dalla proiezione de I diari della motocicletta, diretto daWalter Salles, film sulle avventure del giovane Ernesto “Che” Guevara. «I giovani protestano sempre per qualcosa, ma il film mostra come questo non sia sufficiente. Se non fai nulla per cambiare ciò che sai essere sbagliato, allora ne diventi complice. Questo è quanto il Che ci mostra ancora oggi». Aleida Guevara commenta così la pellicola di Salles e sarà uno degli spunti di riflessione per il dibattito che seguirà al termine della proiezione, incentrato proprio sull’attualità del pensiero del Che: coerenza, rispetto, onestà e verità prerogative indispensabili per cambiare lo stato delle cose.
Aleida Guevara figlia primogenita di Ernesto Che Guevara e Aleida March. Lavora come pediatra a L’Avana (Cuba) dove è impegnata nella cura di bambini disabili e rifugiati.
I diari della motocicletta (Diarios de motocicleta) è un film del 2004 diretto da Walter Salles, ispirato da due diversi libri, “Latinoamericana” (Notas de viaje) dello stesso Guevara e “Un gitano sedentario” (Con el Che por America Latina), scritto dal compagno di viaggio del “Che”, Alberto Granado. Il regista brasiliano ripercorre il lungo e avventuroso viaggio intrapreso dai due giovani amici, Ernesto e Alberto, attraverso l’America Latina nel 1952, inizialmente in sella alla motocicletta di quest’ultimo(una Norton 500 M18 del 1939 soprannominata “la Poderosa”) e successivamente a piedi o con i più disparati mezzi di fortuna. All’epoca, il futuro rivoluzionario è ancora un ventiduenne studente della facoltà di medicina, prossimo alla laurea, mentre Alberto è un giovane biochimico ventinovenne che lavora in un ospedale locale. Per maggiori informazioni sul film clicca qui.
Category: Riceviamo e volentieri pubblichiamo
Carissima redazione di un giornaletto qualunque, prima di scrivere questi articoletti da strapazzo, dovreste un attimo documentarvi sui fatti, sulla storia di Cuba e in particolare del Che. Mi pare che abbiate preso come fonte Wikipedia…. Povera Italia
Cara redazione, ma questo lo pagate pure? Le fonti di quest’articolo vengono dal bar della piazza o da una sezione dell’Msi degli anni sessanta? Eppure oggi l’accesso all’informazione é libero e gratuito per tutti! Oppure siete in palese malafede, non si può leggere oltre le prime righe. Non fate che alimentare l’ignoranza. Complimenti vivissimi.
Credo che chi ha scritto l’articolo manchi delle basi della grammatica italiana.
Perchè l’ignorantone che ha scritto quest’articolo non si è firmato?
L’atto di non firmare un articolo è decisamente tipico di chi è incapace di sostenere pubblicamente le proprie idee.
Tra l’altro, trattandosi di un comunicato stampa non dovrebbe essere preceduto (o seguito) da personali elucubrazioni.
Il diritto di informazione e/o di cronaca sono sempre più frequentemente confusi con il diritto di espressione personale. Diritto che è possibile esercitare mediante un commento (come in questo caso), con una lettera alla redazione, con un blog personale, non certo nella stesura di un articolo, che facendo informazione dovrebbe limitarsi, per l’appunto, alla medesima.
Un giornalista è libero di esprimere le proprie opinioni, ma con un redazionale a parte, con un suo libro, sul suo blog, non certo su un articolo; e un vero Direttore Responsabile, che tale sia realmente, dovrebbe sempre valutare gli articoli prima di pubblicarli acriticamente.
Purtroppo viviamo in un’epoca in cui la voglia di protagonismo prende sempre più il sopravvento sulla professionalità.
Sono una cultrice della controinformazione ben fatta e benvenga chi scrive per informare e aprire gli occhi, mettendo in guardia da chi cerca di anestetizzare la gente con un po’ di fumo negli occhi e con contenuti manipolati, ma la controinformazione la faccia chi ha realmente la volontà e la capacità di informarsi, ricercare, perseguire la verità in maniera profonda, non superficiale. Chi è capace di metterci la faccia o almeno il nome, perché a scrivere quattro righe approssimative e sgrammaticate son bravi tutti, il Giornalismo è tuttaltra cosa!
Quanto scrivono Andrea, Davide, Giacomo, Marcello ed Ernesta, si potrebbe sintetizzare in: “noi mandiamo un comunicato, e i giornali si debbono limitare a farci pubblicità, senza osare fare alcun commento”.
Da tempo immemore la politica è stata abituata ad avere giornali e tv compiacenti che porgono il microfono o riportano sulle loro pagine acriticamente quanto gli viene comunicato, e quando qualcuno osa criticare le offese si sprecano.
Al signor Andrea Davide Giacomo Marcello Ernesta, faccio sommessamente notare che quando un articolo è firmato con le iniziali non è anonimo, nel caso di specie non era neanche un articolo ma due righe scritte a commento di un comunicato, che viceversa, i 5 commenti non solo sono anonimi ma infarciti di offese gratuite.
Mi sarebbe piaciuto leggere dei commenti nei quali ci fossero spiegate delle cose che noi non riusciamo a vedere di Cuba, ci potevano descrivere questo paradiso dove le libertà individuali sono garantite, la libertà di stampa, di proprietà e così via, magari loro conoscono una Cuba diversa da quella che mi raccontano i miei compagni che trascorrono le vacanze in quel paese. Ed invece siamo alla solita insofferenza, si utilizza la violenza verbale, l’attacco alla persona come unico strumento per polemizzare con chi la pensa in maniera diversa. Chi come me segue da qualche mese Leccecronaca sa che questo giornale ha al proprio interno giornalisti professionisti, e anche giovani che si stanno formando, leggo spesso tesi molto diverse tra di loro, credo che a nessuno venga impedito di manifestare le sue simpatie politiche per questo o quel movimento. Mi pare che venga coltivato l’amore per la libertà ed quella per il rispetto per la verità, poi tutti possono sbagliare. Ma dopo aver letto il commento dell’anonima Ernesta dubito fortemente che la loro idea di giornalismo, e la loro idea di libertà, possa essere presa a modello da chiunque non abbia gli occhi e la mente intossicata da un’ideologia che la storia ha irrimediabilmente condannato.
Ed è proprio vero che il Giornalismo è un’altra cosa, non è controinformazione, non è contro qualcuno, e non è al servizio di un partito o di una parte politica. La verità non può essere piegata all’ideologia, e oserei dire neanche alle idee del giornalista. Oltretutto quell’ideologia che sembra stare tanto a cuore a qualcuno degli amici che commentano, nell’ultimo secolo ha prodotto oltre cento milioni di morti in quei paesi dove si è imposta. E se non vi piace Wikipedia esistono tanti modo per informarsi, ma c’è la volontà di farlo?
A voi amici di Leccecronaca dico che apprezzo, il vostro comportamento perchè lasciate che chiunque liberamente e anche anonimamente possa criticare l’perato dei vostri redattori, ma forse i commenti offensivi andrebbero cancellati. Ciao e continuate senza farvi intimorire, nè dal sindaco Perrone, nè dalla TAP, nè dagli amici del dittatore Fidel Castro.