MANIFESTAZIONE A SOSTEGNO DEL GIUDICE NINO DI MATTEO di Tonio Leuci

| 5 Aprile 2014 | 0 Comments

Giovedì 3 aprile si è tenuto davanti alla Prefettura di Lecce e di numerose province italiane un sit-in per chiedere al ministro dell’Interno Angelino Alfano una risposta immediata in merito alla concessione del dispositivo ‘bomb-jammer’ al magistrato Nino Di Matteo,  il PM palermitano condannato a morte da Salvatore Riina.  Il capo dei capi ha ripetutamente minacciato di morte il magistrato in alcuni colloqui in carcere – spiati a sua insaputa – tenuti con un altro detenuto: “lo voglio morto come un tonno!”.                                                                                                                                                                                    

 

Ma cosa è il ‘bomb-jammer’? Questo dispositivo è un emettitore di segnali in grado di bloccare la trasmissione di onde elettromagnetiche nel raggio di alcune centinaia di metri e di annullare l’eventuale innesco a distanza di ordigniesplosivi.

Il 3 dicembre 2013 il ministro Alfano assicurò a Salvatore Borsellino che era stato reso disponibile l’uso del ‘bomb-jammer’ per la scorta del PM Di Matteo, ma ad oggi all’impegno del ministro dell’interno non sono ancora seguiti i fatti. ‘Noi vogliamo, pretendiamo fatti serve che la scorta di Nino Di Matteo e degli altri magistrati in pericolo di vita sia immediatamente dotata di un ‘bomb-jammer’ di modello e sofisticazione adeguata ad impedire un’ennesima strage’.

 

L’iniziativa promossa dal Movimento Agende Rosse in collaborazione con l’Associazione Nazionale Familiari Vittime di mafia, la rivista Antimafiaduemila e diverse altre associazioni, ha visto anche l’adesione del M5S.

 

Il sit-in organizzato davanti la prefettura di Lecce, dal Movimento Agende Rosse del Salento, con la partecipazione del Meet-up Salentini uniti con Beppe Grillo, ha visto l’adesione di numerosi attivisti salentini con il loro striscione: “ CON DI MATTEO CONTRO LA MAFIA”:

 

Una bella manifestazione, fatta di giovani con i loro striscioni, durante la quale la combattiva e caparbia Anita Rossetti –  Agende Rosse del Salento – con il suo megafono in mano, ha urlato: Chi non si preoccupa per l’incolumità di Di Matteo è complice di chi lo vuole morto! Il Bomb Jummer è già in uso a personalità di spicco delle istituzioni, non si comprendono i tanti tentennamenti e ritardi nell’assegnare questo strumento anche alla scorta di Nino Di Matteo. Vogliamo  che lo Stato dia la massima protezione ai giudici che indagano sulla Trattativa Stato-Mafia.  Di Matteo, Teresi, Del Bene, Tartaglia noi non vi lasceremo soli!”

 

Sempre a proposito del delicato processo in corso Stato-Mafia, ancora Anita Rossetti: “ è  importante che anche Massimo Ciancimino, teste chiave del dibattimento sia adeguatamente protetto e tutelato, infatti, si tratta di un testimone fondamentale per il prosieguo del dibattimento al quale il Prefetto di Palermo deve assegnare una scorta”.                                                                

 

Anche il Meet-up Salentini uniti con Beppe Grillo,  ha partecipato all’iniziativa per sostenere Di Matteo e chiedere che sia sufficientemente tutelato da una possibilità di un attentato, con la richiesta della dotazione per la sua scorta del bomb-jammer. Nell’occasione sono state ricordate le parole dell’appello di Salvatore Borsellino:

NO, QUESTA VOLTA NON UTILIZZERANNO UNA STRAGE
PER DARE LE DRITTE AL PAESE!

La storia della Repubblica è nata con le stragi organizzate da chi doveva decidere chi mandare al governo.
Questa volta però non permetteremo di nuovo ai malefici poteri non più occulti, sebbene ancora mascherati, di organizzare attentati per mezzo degli idioti e vigliacchi mafiosi che poi finiscono in carcere dopo aver dettato papelli e stipulato contratti di cui periodicamente chiedono il rinnovo.
Scateneremo il finimondo prima che venga torto un solo capello a chi rappresenta il nostro vero Stato! Si tratta di difendere il diritto alla vita non solo di quei Magistrati che sono in prima linea per fare luce sulle nefandezze del sistema stato-mafia, dei ragazzi che li scortano per uno stipendio da fame e senza neanche i vetri oscurati alle loro auto, senza il jammer che eviterebbe il boato ordinato da Riina, come quello di Capaci e Via D’Amelio, ma anche di difendere il diritto di tutti noi a vivere e non più a sopravvivere. Lo dobbiamo ai nostri morti che hanno vissuto sognando un Paese libero dal puzzo del compromesso mafioso e lo dobbiamo ai nostri figli che hanno diritto a respirare il fresco profumo di libertà di cui parlava Paolo Borsellino.

Ma soprattutto lo dobbiamo a noi stessi perchè siamo vivi e, per questo, non permetteremo altri morti.

BASTA FARE ANTIMAFIA SOLO COMMEMORANDO I MORTI
CHE E’ FUNZIONALE AL SISTEMA CRIMINALE!
ONOREREMO LA MEMORIA DEI NOSTRI MORTI RIMANENDO ACCANTO AI VIVI!
NON E’ PIU’ TEMPO DI SUBIRE, SIAMO PRONTI AD AGIRE!”

 

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Category: Costume e società

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