BELLI CIAO BELLI CIAO BELLI CIAO CIAO CIAO di Rdl – Redazione di Lecce Cronaca

| 27 Agosto 2012 | 0 Comments

Il presidente Nichi Vendola è stato visibilmente contento, 514.000 euro dalla sua Regione rossa, ben spesi, per propaganda politica, fra Sel e Rifondazione comunista, ricompensati con un inopinato canto di “Bella ciao” a chiusura della “Notte della Taranta” di fronte a 120.000 persone presenti a Melpignano e chissà quanti altri spettatori virtuali.

A fronte di 50.000 euro di soldi pubblici elargiti con la solita munificenza scriteriata dalla Provincia di Lecce, politicamente di destra, insomma, si fa per dire, a Simona Manca, la vicepresidente, con delega alla cultura, i conti invece non son tornati e ha quindi affidato al solito comunicato – stampa – fotocopia la propria educata, poco più che formale, diremmo rassegnata, indignazione, poi pure senza traccia di autocritica alcuna.

Di ben altra gradazione, generalmente sull’incazzato …nero, i commenti sul web, sui social network, di quelli che ivi esercitano in esclusiva il proprio ruolo politico, ma alcuni dei tanti militanti, pur senza più milizia autentici, che hanno dato il là alla protesta, ora dilagante, e malgrado l’apparenza niente affatto sterile.

Mettiamo i puntini sulle u e lo facciamo per questi ultimi, pregando per una volta i  lettori – militanti della nostra community e basta di avere pazienza e di permetterci questa dolorosa, ma necessaria, presa di posizione ideologica.

Già la Notte della Taranta ha preso nelle ultime edizioni una brutta piega e parliamo di cultura musicale, e basta, perché il ponte fra territori non ci convince affatto, non riusciamo a capire che cosa leghi il Salento ai Balcani, e invece niente, lì sono andati gli organizzatori e da là sono tornati a Melpignano con tutto un repertorio da allegare.

Se proprio si voleva costruire ponti, l’Albania e la Grecia sarebbero stati più indicate.

Se poi invece si volevano affinità elettive, musicali, la Giamaica, il reggae, sarebbe stato il collegamento giusto: invece niente.

Ma Goran Bregovic è comunista, di quei comunisti proprio come li intende il buon Silvio, e questo basta e avanza.

Gli organizzatori della manifestazione, più o meno tutti comunisti, sempre nell’accezione berlusconiana del termine.

E allora?

Ma scusate, dove eravate negli anni Settanta, quando i comunisti di allora misero le mani rosse sul rock, sul folk, sul pop, su quasi tutta la musica?


Eppure a Woodstock, nel 1969, dove la musica rock iniziò in pratica la sua dimensione sociale, con il primo, leggendario mega raduno, le cose andarono diversamente.

Mentre stava per iniziare a suonare uno dei gruppi più importanti, i leggendari Who, salì sul palco un capetto rosso, l’ agitatore comunista Abbie Hoffman e cominciò a leggere un proclama ideologico rivoluzionario.

Aveva pronunciato poche frasi al microfono, quando il leader degli Who, Pete Townshend, gli spaccò la chitarra in testa e, prendendolo a calci in culo, gli gridò di levarsi dalle palle e di andare a farsi fottere.

Il tutto di fronte a cinquecentomila persone, nessuno dei quali ebbe alcunché da ridire, e questa è storia.

Invece poi, proclama dopo proclama, funzionario dopo funzionario, grazie all’egemonia culturale, quasi tutta la musica diventò comunista, un formidabile veicolo di propaganda per due decenni.

Ora, i comunisti erano in crisi anche musicalmente.

Neanche più gli Inti Illimani scassa – cazzi per anni interi con i loro ritmi andini da esibire all’occasione.

Gianni Morandi, Roberto Vecchioni, Eugenio Finardi finiti al festival di Sanremo, non a quello dell’Unità. Profondo rosso.

Pure a Melpignano le cose erano cominciate diversamente.

Quando si parla di pizzica, di tradizioni, di cultura popolare, c’è ben poco da strumentalizzare.

Eppure…Complice l’ottusità di tanti politici di destra, che non hanno capito niente del fenomeno che stava montando, che non l’hanno saputo apprezzare e correttamente valutare, che l’hanno lasciato in mano ai funzionari comunisti, eccoci qua, a Goran Bregovic che suona “Bella ciao” alla Notte della Taranta, diventata nel frattempo formidabile veicolo di propaganda di sinistra, di quella sinistra poi con la puzza sotto al naso, snob, radical – chic, per giunta, ma che è riuscita ad accaparrarsi per proprio uso e consumo uno dei fenomeni musicali e culturali più importanti, in ascesa, universalmente in auge.

Amen.

Almeno qualcuno avesse tirato a Goran Bregovic un tamburello in testa, niente…

Non sappiamo se siamo riusciti, sia pur in sintesi giornalistica, a spiegare la gravità di quanto successo. Un po’ come se Gianni Morandi avesse intonato l’Internazionale dal palco del Teatro Ariston di San Remo, trasformato in revival del vecchio Pci, Sel e Rifondazione annessi e connessi, tanto per provarci con un più comodo paragone.

I comunisti non cambiamo mai. Purtroppo neppure gli amministratori “di destra”, sempre ottusi, sempre miopi, sempre senza coraggio, soprattutto quando si tratta di non diciamo di favorire, ma almeno di trattare come gli altri progetti culturali anticonformisti, nascenti, subito tarpati, perché non sei nessuno, non sei comunista: i soldi, li danno ai comunisti, perché così essi stanno comodi, non hanno problemi, non hanno polemiche, stanno tranquilli con l’opposizione, con la stampa, col loro stesso partito, salvo poi fingere di scandalizzarsi, senza ombra di autocritica, per non aver capito niente e per aver dato soldi alla propaganda del “nemico”.

Sapete che vi diciamo?
Vi sta bene. Belli ciao belli ciao belli ciao ciao ciao.

E se davvero avete qualcosa di concreto da dire, invece di spedire comunicati ipocriti, ve lo diamo noi qualche suggerimento: battetevi per portare la Notte della taranta a Lecce, e chiedete che il prossimo direttore artistico sia Biagio Antonacci, con Albano supervisore.

Rdl  

 

 

Category: Cultura

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