Massoneria e banche

| 9 Giugno 2012 | 1 Comment

Sulla rete da giorni “girano” le foto dove si vede Mario Monti con un foglio in mano in cui si legge ” Mario, (riferito a Monti), quando vuoi dimmi forme e modi con cui posso essere utile dall’esterno.

Sia ufficialmente ( Bersani mi chiede per es. di intervenire sulla questione dei vice) sia riservatamente. Per ora mi sembra tutto un miracolo! E allora i miracoli esistono? Enrico”.

E’ un fotomontaggio? Enrico Letta non ha smentito quanto riportato nel foglietto, non solo ma abbiamo appreso che ha partecipato alla Bilderberg.

Di cosa si tratta,il Gruppo Bilderberg è detto anche conferenza Bilderberg , è un incontro annuale per inviti, non ufficiale, di circa 130 partecipanti, la maggior parte dei quali sono personalità influenti in campo economico politico e bancario. I partecipanti trattano una grande varietà di temi globali, economici, militari e politici.

Per l’Italia hanno partecipato, Frando Bernabè presidente di Telecom e padrone di La7, Fulvio Conti, General Manager ENEL spa, John Elkann Fiat spa, Enrico Letta del PD, la Lilli Gruber Giornalista di La7.

La domanda è ovviamente, che ci fanno questi ultimi due in quel contesto, salvo che non siano i portavoce o i pupi di qualche potente.

nei prossimi giorni vedremo di capirci qualcosa in più.

 

Category: Costume e società

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Comments (1)

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  1. redazione - nostro indirizzo mail ha detto:

    Correva l’anno 1994. In Italia c’era stata una vera e propria svolta epocale, il popolo sovrano aveva eletto presidente del consiglio Silvio Berlusconi, affidandogli la speranza di rinnovamento e anzi di rigenerazione, la volontà di ottimismo e anzi di creatività.
    Suo vice era un personaggio simpaticissimo, missino per tradizione – dal momento che ideologicamente era un moderato e tranquillo “socialdemocratico” – e politicamente non solo preparato e sagace, ma pure lungimirante: l’indimenticabile Pinuccio Tatarella.
    Eppure, tranquillo e armonico, sia pur pacatamente, appunto perché sagace e lungimirante, Pinuccio Tatarella a un certo punto di quella stagione memorabile denunciò le manovre contro il suo governo, liberamente eletto dal popolo italiano, ordite da ambienti precisi che egli chiamò “poteri forti”.
    Sappiamo tutti come andò a finire.
    Da allora l’espressione è entrata nel lessico politico abituale, per quanto in maniera confusa e approssimativa.
    Fino ad oggi, quando abbiamo un governo non eletto dal popolo, espressione compiuta di quei poteri forti – alta finanza internazionale, grandi banche, circoli di pressione e di condizionamento privati – andati direttamente al potere.
    Le dichiarazioni e le decisioni di Mario Monti delle ultime ore fanno riflettere.
    Un umorismo sinistro, o una squallida ironia, peraltro sostanzialmente non capite, gli hanno suggerito di lamentarsi del cedimento dei “poteri forti” che lo appoggiano.
    Un po’ come quando la Juventus di Luciano Moggi si lamentava di qualche decisione arbitrale, tanto per sorridere un attimo…
    Poi, le nomine di banchieri ed esperti di imprenditoria e finanza delle ultime ore, in settori cruciali, comunque prestigiosi, in cui però non c’azzeccano nulla, come direbbe il buon Tonino, il quale, a proposito, si è incazzato non poco, e giustamente.
    Abbiamo capito già tanto, adesso il problema è come fare a reagire.

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