Pazza idea
Pazza idea
…Di far l’amore con lui?
No, questa volta il bunga bunga non c’entra niente.
Nel lento, grigio e indecifrabile declino non soltanto della sua parabola politica, ma pure della Storia che ha scritto e del mito che ha creato, Silvio Berlusconi, nell’epoca già della fine del “berlusconismo”, oramai ruota di scorta dell’esecutivo tecnocratico e antipopolare che l’ha scalzato dal potere, in tale veste assurda e improponibile, impotente poi al disfacimento del soggetto politico che aveva creato e ricreato, un giorno, poche ore fa, ha avuto un lampo di genio.
A lungo, nei giorni precedenti, aveva maturato la convinzione – semplicistica, però profondamente radicata nel suo immaginario individuale, che il successo del movimento dei “Grillini”, segnalato con enfasi degli a lui tanto cari sondaggi, dipenda dalla capacità di comunicare e di accattivarsi simpatie sparando boutade e innescando effetti comici mutanti in simpatia.
Questo e non altro, a suo sentire.
Così, dopo aver considerato rapidamente di non avere nessuno fra i suoi capace di tanto, ci ha provato egli stesso.
Detto fatto, eccolo annunciare minacciosamente che l’Italia è pronta a stamparsi moneta da sola, senza passare dall’Europa Unita, se la commissione europea non la smetterà con le politiche di rigore economico e di austerità finanziaria.
Salvo poi fare subito retromarcia a distanza di mezza giornata, il tempo di leggere le reazioni dei suoi alleati e dei suoi sadali del governo Monti, al servizio delle comunità sovranazionali, dell’alta finanza internazionali, delle banche e dei banchieri. Così, al povero Silvio impaurito da cotanto pandemonio, non è rimasto che fare subito marcia indietro: al solito, prendendosela con i giornalisti e gli avversari politici, ancora una volta incapaci di apprezzare una battuta, o una barzelletta, quale – ecco la precisazione – doveva intendersi quella di stamparsi moneta da soli.
Fin qui i fatti. Ora, a tale (ex) presidente – banchiere, vogliamo dedicare la citazione dell’opera maxima della sua acquisizione culturale, che, mutuata dal fido Fedele Confalonieri, gli piacque a tal punto da volerla editare personalmente: “L’elogio della follia” di Erasmo da Rotterdam.
Operina da divertimento leggero, del grande filosofo e filologo umanista, ma tant’è, questa più di tutte e di tutti gli altri piacque a Silvio.
Almeno, così imparò che certe verità passano soltanto, o addirittura passano solamente, sotto la maschera della follia.
Tutto ciò gli dedichiamo.
Con l’occasione vogliamo ricordare a lui e a tutti che in effetti le cose stanno esattamente così: l’Italia non ha sovranità monetaria; l’emissione della carta – moneta spetta per legge a un organismo privato quale la Banca centrale europea; l’Italia paga un sovraprezzo a essa e agli altri grandi istituti bancari europei, il così detto “signoraggio”; la politica nazionale è schiava della finanza internazionale; compito della politica sarebbe quello di riprendere in primo luogo l’autorità di battere moneta e di emetterla al servizio dei cittadini; Ezra Pound, a livello metapolitico, il professor Giacinto Auriti, in anni più vicini a noi, sul piano propriamente politico, hanno ampiamente spiegato ed articolato tali discorsi decisivi; l’unico “politico” che ne è stato “toccato” quanto meno, se non convinto, è proprio Beppe Grillo; quanto meno, è l’unico che propone seriamente di uscire dal sistema euro e fare sistema da sé; è l’ultima speranza, l’unica certezza, oggi, se avrà la forza di riprenderli e svilupparli concretamente, di ridare dignità a un popolo indebitato, schiavo degli usurai.
Category: Costume e società